lunedì, 01 settembre 2008, ore 13:29

Ieri avrei dovuto fare un resoconto dettagliato del mio breve viaggio a Roma ad un amico, ma poi già soltanto i primi dettagli hanno fornito degli spunti per discussioni più personali, ed il resto è stato giustamente messo da parte.
In realtà in questo momento - o in questo periodo, chissà - non sono molto per la quale: mi piacerebbe, come di solito faccio, stare a descrivere e narrare le cose più piccole e più interessanti raggiungendole attraverso i canali di quelle più grandi ed evidenti; ma tutto sommato pare mi manchino le parole.
Le elencazioni a questo tipo di comunicazione fanno male, molto meglio le suggestioni allora.

Roma è Casa: questa l'ho trovata stencilata su un muro poco distante dall'ingresso del nostro hotel.
Avrei anche fatto una fotina se avessi avuto la macchina, ma non mi andava di prenderla. Ero lì per godermi casa, appunto, e l'ho vissuta stavolta comunque abbastanza da turista:
perché sono stata bene, ma avevo degli scopi particolari per i giorni trascorsi all'ombra del Cupolone (soprattutto all'ombra del Cupolone, considerato che ci ho passato almeno una metà del tempo):
fra i miei scopi c'era il conoscere meglio un certo personaggio (eh sì, un vero personaggio che noi "padani" definiremmo "tiramine" ed anche "tòrcol"!), un contatto cui sino ad allora associavo per lo più una faccia, una voce e qualche episodio scarno di tempo condiviso. Di lui possedevo dati ed aneddoti, ma la persona fondamentalmente mancava. Ora c'è.

E' stato lui a traghettarci qua e là in una tradizione che non è mai soltanto culinaria.
Dai "wurstel fallici" di una trattoria in una via poco centrale del Centro, sottoposti ad un gruppo di povere donzelle refrattarie al gioco e ad un singolo, volontario e volenteroso ragazzo che invece al gioco c'è stato e ha dato un morso di quelli giusti; al numero 16 di Trastevere, ristorante senza nome ma dal gusto ed il servizio sopraffini: consigliato, anzi prescritto ai visitatori della città.
Davanti alle orecchiette con salsa di carciofo, pinoli, pomodorini Pachino, formaggio d'autore ed altro ancora, s'è parlato di macellazione rituale, si sono fatti confronti e studi di etimologia dialettale, e ci si è presi in giro a man bassa.
Perché si sa, "noi padani" alle 19:00 - ma pure alle 18:00 - già stiamo con coltello e forchetta in mano, sguainati come spadoni. C'abbiamo anche la mazza per colpire sulla capa i nostri intelocutori testardi, ma quando si mangia la si abbassa salvo si presenti una stretta necessità.

Dopo la cena prelibata ed un lungo giro in auto - a rivedere silenziosamente certi lochi nostalgici del passato ed a contare insieme una sfilza, nemmeno completa, di Sante Marie - è tempo di "coccole e grattini" a letto. Credo d'averlo già detto in questo blog: scambierei senza pensarci mezzo secondo tutto quanto il sesso - già fatto o futuro - della mia intera vita perché mi sia garantito di poter dormire con le persone che amo.
Soprattutto, le persone che amo avrebbero l'obbligo morale di rimettere la mia schiena in sesto, dopo avermi fatto incastrare in una Smart per ben due di quei "viaggi della speranza" dalla Balduina al Vaticano e ritorno. Ma se non altro, sulla Smart stavo appoggiata "sul morbido" di Anonima, perciò me ne lamento poco: volare con Ryanair, ma pure con qualunque altra compagnia, invece è una cosa che tenderò ad evitare. Lieta d'essermi tolta lo sfizio ed aver vissuto un'esperienza in più: guardare di sotto è esaltante e curioso. Mò basta però, eh, l'abbiam detto che entrambe ci sentiamo creature terresti - al massimo marine.

A proposito di mare, di acqua.
Ostia ancora non l'ho vista, mi ci doveva portare un certo ometto senza palle e invece... pazienza.
Al porto di Civitavecchia - poco ridente cittadina, vi dirò - ho però scoperto di desiderare un viaggio per mare. Una crociera non si nega a nessuno, ma io vorrei vedere l'Oceano Mare vero: starci in mezzo, non solo vedere una comoda distesa liscia da diversi metri d'altezza di una enorme nave full-optional.
Magari potrei lanciare nel mare una monetina, come ho fatto con la tua nella fontana di Trevi: che poi nel mio cervello fantasioso è diventato un "trevi battesimale" - prima del lancio non ci avevo pensato, ma poi ho osservato la monetina sdraiata là sotto la corrente e soprattutto lo scroscio dall'alto dell'acqua, ed era così evidente che fosse un'acqua rigeneratrice e non soltanto decorativa...

... a te in particolare sarebbe piaciuto notare quante chiese aperte vi fossero, attorno al mezzogiorno ed in un "banale" giorno feriale agostano, in via del Corso non meno che nel resto della città.
Ognuno poi ha le sue preferenze e devozioni, come si diceva ieri: tra "San Luigi dei Francesi" e "San Giorgio dei Tedeschi" io finisco sempre nella mia amata "San Clemente" (degli Irlandesi); nell'amato San Giovanni (della cui basilica invece non apprezzo l'interno, ma piuttosto il porticato, il prato antistante e l'accoglienza che mi ha dato quella notte là).
A San Giovanni poi come non avrei potuto passare a salutare il mio Farid, amico ed alimentari di fiducia?
Al solito sono le persone che, più d'ogni altra cosa, lasciano impronte.
Di questi giorni ricorderò il gruppo dell'albergo che, dalle poche parole riconoscibili e dall'accento, m'è parso essere di Ghanesi. Il Palestinese di Nesrif (ovvero Nazareth all'Americana!) con cui ho chiacchierato dissuadendolo dall'eventuale proposito di sposarmi e tralasciando il piccolo dettaglio di stare convertendomi all'ebraismo. Un autista della navetta dell'hotel discretamente appetibile, belle donne e bei romani. Un poliziotto a cui posso solo augurare il miglior bene, ricambiando il suo augurio particolare nell'ora di chiusura dei cancelli della piazza.
Goodbye Pagans, hello Jesus, recitava la guida turistica by Mtv del ragazzo Latino-americano partito il primo giorno per altra destinazione: benissimo, ma non permettete ai giovin Cristiani di cantare le canzoncine da acierrini ed affini, per carità, qualcuno gli spieghi che il Gospel è un'altra cosa, e non è cosa nostra. Credo che le statue dei Papi in San Pietro si siano tutte incrinate dolorosamente sull'ultimo "Emmanuel" - ah, ma servono gli spartiti per ripetere due accordi di chitarra?

Lo so, sono caustica.
Ma quanno ce vò ce vò: e poi per la mia superbia canora sono già stata a suo tempo punita da un piccione in missione per conto di d-o, chilla immonda creatura in cerca di riscatto.

Non mi resta che dire Miao.

l












("L'altesse", di Claude Thebérge)
cecilia2day
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lunedì, 04 agosto 2008, ore 15:15

Femme couchée sur le dos("Femme couchèe sur le dos", Egon Schiele)



Le_chat_noir("Le chat noir", Claude Thèberge)



manna_stone("Manna stone", Andrew Gonzalez)


Anche se Alexis in questo periodo si sta prendendo una saggia pausa dalla rete, prendo e rimodello su me stessa un suo spunto per un "meme artistico" - forse più artistico che meme ormai, in effetti - e posto tre opere pittoriche fra quelle che mi rappresentano meglio (e che in aggiunta mi piacciono parecchio).

Chiunque voglia fare lo stesso, o qualcosa di simile; può liberamente approfittare dell'idea :)
cecilia2day
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domenica, 27 luglio 2008, ore 10:45

Trascorso il mio primo shabbat "vero e proprio", torno con più serenità e concentrazione a riprendere i fili lasciati sospesi su questo blog.
E lo faccio non tornando immediatamente sul mio lavoro di conversione; ma dedicando prima di tutto un post a Linfa, che con questo suo intervento mi ha fatto tornare alla mente un dubbio che ho da tempo e non ho ancora avuto modo di risolvere.

"La gente dice. Che cosa dice? Lasciamola dire".
Chi fra voi conosce questo "motto"?

Ciò che ve ne posso dire io, e che ritrovate su questa pagina e sul sito dedicato a Villa Gheza (a Breno, in Valcamonica), è che fu dipinto in caratteri cufici (ma usando la lingua italiana) sotto una balconata della villa stessa; a mo' di risposta ai "mormorii" ed alle accuse di spreco ingiustificato di denaro per la sua costruzione.

villa Gheza (Breno) - balconata
Tali accuse nacquero, al di là dell'effettivo alto costo di questa creazione; dal periodo storico di forte crisi che colpì non soltanto l'America dalla quale generò ma naturalmente anche l'Europa per conseguenza, Italia compresa: i lavori furono cominciati infatti nel 1929.
Tali accuse dimenticano o volutamente tralasciano, però, che Maffeo Gheza fu prima di tutto un artefice non trascurabile dello sviluppo economico e commerciale della Valle stessa.

Al di là della storia di contestazione della Villa, c'è da sottolineare come Gheza abbia tratto da numerosi precetti coranici ispirazione per i motti da lui fatti iscrivere in svariati punti delle pareti esterne e perimetrali; talvolta citandone direttamente i versetti.
Inutile cercare di confutare questo dato affermando che l'imprenditore - costruttore fosse profondamente laico: ciò non significa che dovesse rigettare "consigli" che provenissero da fonti considerate sacre, nè che non potesse ricavare da queste appunto indicazioni utili ad una vita onorabilmente laica come lui la intendeva.
Il mio dubbio, però, rimane: il suddetto motto è una traduzione diretta di un versetto del Corano, come a me sembra di ricordare; oppure ne è un'elaborazione, o addirittura fu pensato dal Gheza in maniera del tutto autonoma e svincolata dal resto delle iscrizioni?


villa gheza - breno
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mercoledì, 23 luglio 2008, ore 13:18

la linea tra dissacrazione e mitizzazione è sempre sottilissima e scivolosa.
ma esiste, eccome.
si possono toccare nervi scoperti senza per questo mancare di rispetto, anche se certo; non è così facile.

Ecco, questo dicevo ad Alexis commentando Oh mein Fürher!, senza il quale probabilmente ora non saprei che esiste Nir Avigad.
Chi sia di fatto, e cosa pensi, non lo so tutt'ora.
Ma chissenefrega, in fondo.

Hitler è un baffetto, un baffetto ficcato nel muro della storia simile ad un brutto dentaccio nero.
Fosse il solo, come nell'immagine...

nir avigad - pink floyd hitler
quest'opera (che consta di centocinquanta reinterpretazioni del suddetto baffetto), anche se tecnicamente non vi è alcuna attinenza, mi fa pensare agli animali divisi in due e fermati in blocchi di formaldeide da Damien Hirst.
Mi pare una di quelle cose di cui tanto si vuole a tutti i costi dire: "male!" e "dannoso!".
Macchè.

damien hirst - the golden calf - foto di prudence cummingIo, invece, dico "muuu!".
cecilia2day
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giovedì, 10 luglio 2008, ore 08:06

O la va o la spacca: se vinco i biglietti per questo concerto kralla il mondo!

concerto krallOltretutto si preannunciano netti cali delle temperature e grandinate, nei prossimi giorni, per lo meno sulla mia casa e dintorni: sfogliando il quotidiano ho avuto questo netto pensiero: "Cazzo, quanto c'ha ragione Berlusconi!". Eh beh. Dice: "E' spazzatura". Sentitevi la Guzzanti ieri al "No Cav Day" - non ho avuto tempo di cercare un video migliore su YouTube, ma contano le parole - e capirete ogni cosa.
Grrr.

cervelli valigie
Poi mi tocca pure vedere una didascalia tipo "maniaci della bomboletta colpiscono ancora" sotto un'immagine che ritraeva, insieme, le scritte murali di Forza Nuova ed un pezzo della crew SCS di Brescia.
Ma il titolista, didascalista o quel che è; conosce la differenza, io mi chiedo?
E che bisogno c'era di usare il termine "maniaci", che in nessuno dei due casi ha senso?
Ma come si fa ad essere così idioti?

via don g. bosco bs
cecilia2day
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martedì, 08 luglio 2008, ore 10:45

E meno male che qualche Giapponese fotografa e denuncia.
Mentre qualche Italiano va a saccheggiare Pompei.
Povero insegnante, per una cretinata fatta magari a cuor leggero gli renderanno la vita fin troppo grama.
Epperò, un insegnante che scrive sui monumenti col pennarellino un po' di quella vita grama se l'è cercata.
Eccheccazzo.
Vatti a imparare il writing, piuttosto.
cecilia2day
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lunedì, 30 giugno 2008, ore 15:41

Sono passati alcuni giorni, ma non mi sono scordata dell'ennesimo riconoscimento che Alexis ha voluto fare a questo blog: il Premio Graficamania.
Riporto, come sempre, il regolamento:

Cosa è il Premio Graficamania?
Il premio Graficamania nasce per premiare tutti gli spazi web, siano essi blog, siti o forum, che si distinguono per i loro contenuti grafici e la loro creatività. Il presente premio è un'idea esclusiva del Graficamania Forum che ne detiene ogni diritto. Questo premio verrà assegnato periodicamente a 5 spazi web che lo Staff riterrà meritevoli. Non occorre nessuna iscrizione, il premio è una spontanea dimostrazione di apprezzamento! I vincitori del premio dovranno seguire un breve regolamento.

Regolamento
1. Esporre il premio - (potete copiare il codice dal post relativo sul blog di Alexis, linkato sopra).
2. Linkare lo/gli spazi web che vi hanno premiato e il forum Graficamania - (anche questo è linkato qui sopra).
3. Premiare a vostra volta almeno 5 spazi virtuali (siano essi blog, forum o siti) specificando le motivazioni per cui ritenete meritino il premio.
4. Inserire il regolamento del premio.

jgkiCome ormai sapete sono allergica agli adesivi con i premi, e solitamente non elenco mai tanti blog quanti richiesti dall'assegnante. Non me ne vogliate, anche stavolta farò fede al detto "pochi ma buoni", ed ecco allora i tre "buoni" - da osservare, leggere e masticare - blògghes che propongo (e che, come sempre, sono liberi di rigirare la cosa oppure no):

1. Nomino la stessa Alexis, con i suoi Schizzi e Appunti d'Arte, naturalmente non per "rendere il favore" nè perché mi manchino gli adeguati candidati; ma piuttosto perché - semplicemente - ha un template accogliente come una tenda nel deserto, avvolto dalla penombra ma rischiarato e riscaldato da onde di colore nei post e dai toni dell'oro, della terra e delle pietre preziose nei menù.
2. Nomino Nino, premuroso fattore di NinoLand, dal sapore rustico; ovvero familiare, rinfrancante e pratico.
Ha addirittura la tovaglia costantemente aperta sulla tavola ed i cavatappi a portata di zampa - di maialino.
3. Nomino infine il vecchio - l'antico? - ConteNebbia, il quale dirige Il Teatro dei Vampiri: un antro dove andare a scoprire e rispolverare passioni di alta qualità, racchiuse in una cornice-tributo a Dracula. Notare i credits per la stessa, nel footer.
cecilia2day
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sabato, 21 giugno 2008, ore 18:31

TrashAlexis, i cui commenti ho il piacere di leggere frequentemente in questa Sala, ha insignito la stessa di un nuovo "titolo": quello del Premio Brillante Weblog 2008; del quale riporto - come da regola -  le regole.


tolkowsky_brilliant
“Brillante Weblog” viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza sia nei temi che nel design e il suo scopo è di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.

- Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog.
- Scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio "Brillante Weblog".
- (Facoltativo) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.


Non espongo l'adesivo del premio, che tanto potete visualizzare nel post di riferimento di Alexis, perché come detto in una precedente occasione - ed anche pochi post fa - non ne sopporterei la vista - sì, sono una "fottuta" esteta poco snob ma molto instabile.
Per una volta invece, toccherò la quota proposta di blog da segnalare, perché effettivamente se ne trovano ben più di 7 meritevoli volendo, ma non sovraccarichiamoci inutilmente.
Come suggerito poi ho tenuto fede, nella mia scelta, al doppio criterio temi & design.

Et voilà l'elènch:

I. di solito ho da far cose più serie - costruir su macerie o mantenermi viva; il blog di CenereDiRose.
L'ho scelto perché "fa arte usando l'arte" ed ha un template bello e leggero.
II. Repubblica della Banana; l'antro fumettistico di Demiot (genio della matita che ho scoperto da pochissimo e consiglio caldamente).
III. all'aurora ti cerco; il blog di Avgvst.
Perché non ha alcuna elaborazione, ma mi piace molto l'abbinamento di colori. E, naturalmente, perché è il "blog di un'anima" che mi pare profonda ma leggibile e fresca.
IV. Salam(e)lik, precedentemente conosciuto come "Sherif's Blog" dal nome dello scrivente.
L'insieme grafico è piacevole ed i contenuti sono di alto livello, che li si condivida o no: materia di riflessione sempre di qualità.
V. gli SMS di Khepesh sono piccole perle poetiche - piccole solo nella sillabazione. E sono sempre accompagnati da immagini ad hoc. Cornice primaverile.
VI. The Cottage di Zeruhur merita anch'esso una visita, per le sue "conversazioni in un ambiente accogliente come quello di una casa di campagna, attraverso libri, musica, cinema, poesia, fotografia e riflessioni". Cip cip.
VII. concludo con Sagami, che di stile ne ha da (vendere) inzupparci tutti; dall'header in giù. Amen.
cecilia2day
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domenica, 15 giugno 2008, ore 16:28

La grandiosità dei movimenti di una fiamma calda, accompagnati dagli archi - non necessariamente maestosi, anzi meglio se giocosi - è impareggiabile.

Ho ascoltato qualcosa da "I Pini di Roma" di Respighi, il quale mi era stato utilmente consigliato da svivi nei commenti a questo post: ed ho trovato che non mi convincevano nè piacevano molto, nonostante non ci sia proprio nulla da togliere al compositore.
"Le Fontane di Roma" già son cosa diversa, ma ancora di più lo sono le quattro "Antiche Danze" e "La musica Notturna delle Strade di Madrid"; queste ultime le adoro.

"Le confessioni di un malandrino", musicata da Branduardi; ci ha messo tre ascolti a farmisi familiare. E' la trasposizione di un testo di Sergej Aleksandrovič Esenin. Adesso non me la scollo di dosso, con la sua malinconia arcaica e leggera.

E la segue il già citato "Adagio in G Minore" di Albinoni, che ho ritrovato nel "Concerto Barocco" diretto da Karajan, comprendente certe cose da far rabbrividire nel pieno dell'Estate; di cui ancora devo verificare gli autori.
Non dirò mai più che il Barocco mi schifa, almeno in musica. Nell'architettura invece, accidenti che schifo.
Il "Poco Allegretto" dalla Sinfonia n. 3 in F Maggiore di Brahms è un ottimo motivo per indurmi ad ascoltarlo oltre; mentre Rachmaninov continua ad attrarmi e respingermi, alternativamente, secondo i brani.
Dall'Adagio di Respighi per violoncello ed orchestra, suonato dal magico Maisky, imperturbabile passo ad "Homecoming" di Kanye West: confesso però che non ho capito quale sia il contributo dato alla canzone da Chris Martin, che per altro mi sta antipatico a pelle.

Non condivido la convinzione di West d'essere destinato a rivoluzionare la musica attuale con il proprio genio. Bravo lo è, comunque, e allora alzo ancora un pochetto la manopolina del volume, toh.
Non che ci siano in giro così tanti artisti degni dell'hip hop, lui a mio parere lo è.
Ma poi son quasi sempre i classici e la meravigliosa Old School a vincerla, a partire da MC Hammer. You "can't touch this", inutile provarci stupidi wannabies. Timberlake se li magna tutti i piccoletti d'oggi con l'aspirazione a farsi l'immagine di "figo cresciuto nelle difficoltà".
Alla faccia dell'idolo delle ragazzine che era ed è: lui sa fare la sua cosa. E questo è quanto.
Ciò che porta il suo nome è lui che lo produce e lo crea: nessuna comparsata casuale, collaborazione a scopo di spinta promozionale, cazzate pseudo-ritmiche.
E nonostante sia giunta a disprezzare discretamente Madonna, i miei 4 minuti con lei ed il succitato genio-figo Giustino me li piglio a ripetizione. Amen.

Dopo però passo a roba Italiana.

E' stato giustamente detto che il Rock ha ben poco a che spartire con il Metal, nonostante l'apparente contiguità (??) di sound. Il Metal è pulito anche quando la chitarra è "sporca", è la cosa tagliente ed elegante che serpeggia nei System of a Down o che si manifesta spudorata nel theme di "Requiem for a Dream".
Che ci si creda o no, il Metal è nella Classica. Così come la Classica si è insinuata senza sforzo nel Metal, perché altro non è che la sua natura molto vera e poco nascosta; per lo meno per chi l'ascolta abitualmente.
Dovendo "classificare" i Subsonica, non li infilerei mai nel rock nostrano e solo per una questione di correttezza tecnica li definirei "elettronica". Prima di questo, fanno metal: nei testi e nelle forme sinuose, dure, pure di tutte le strumentazioni.
Splendido "L'Eclissi", all'altezza di "Terrestre": ho tremato al primo ascolto, per la paura che come accaduto ai Linkin Park decadessero dopo aver toccato una vetta ed averci consegnato qualcosa di tanto perfetto.
Nel caso dei LP, questa bellezza che esonda dagli argini l'ho riscontrata nel secondo album in studio, "Meteora". Permettetemi di non parlare dell'unico e penoso live da loro registrato. "Meteora" è la conferma e l'apoteosi del crossover e in particolare dell'ibridazione metal-hip hop; che chiamare nu-metal mi pare un affronto in tutti i casi.
"Minutes to Midnight" mi ha deluso. Non che manchino le belle canzoni, quelle in cui non proprompe una melensaggine dolente poco conforme allo stile e poco convincente, in definitiva. Una su tutte, "In Pieces", la quale riprende un tipo di melodia iniziato ad esplorare con "Breaking the Habit".
Ho avvertito una specie di deriva verso una sonorità rock che nell'atto della trasformazione ha perso il proprio centro.

Propriamente ed essenzialmente rock sono invece i Negramaro, dei quali sto sentendo "La Finestra": dolci e forti, come il caffè della moka estremamente zuccherato che assumo giornalmente in questo periodo.  Bella roba,  insomma, da sentire e risentire. Nella track che dà il titolo all'album si concedono una sperimentale incursione in ritmi diversi, con beat decisi e piccoli scratch; senza la pretesa di possederne le regole. Approccio intuitivo e saggio.

Il richiamo del Metal (Industrial) ritorna nella forma di uno squarcio al cuore gustoso come il sapore del sangue. Felice Nella Schiavitù vado a pompare dalle casse un amore mai sopito. Che mi divora da dentro e da fuori, indistintamente. Ma quando si è schiavi dove sta la distinzione tra il dentro ed il fuori, ciò che ci governa e schiaccia carezzevolmente ed il mondo? Non esiste un "mondo", un "resto del mondo", un "diverso". Tutto sta nella mano che colpisce, entro il suo enorme palmo.

Per calmarmi ho necessità della voce amplificata e morbida di una femmina.
Ani DiFranco fa al caso, la aggiungo alla lista di Winamp.
Cantautrice, non mi ha lasciato con le riserve che solitamente mi fanno storcere il naso rispetto alla categoria. Pienamente soddisfacente. Vibrante. E' presto per dirlo, ma immagino non la troverò mai stancante: semmai, non sempre sarà la cosa adatta a costituire la mia colonna sonora; ma questa è una legge universale sin troppo ovvia e che non inficia in alcun modo quanto sento.
And moreover, she's leaving in the morning as well as we're going to us all; so let's not by shy. Let's not hesitate.


200px-Kiss_cover_larc-en-ciel(la cover di "Kiss" degli Arc En Ciel)
cecilia2day
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giovedì, 05 giugno 2008, ore 15:16

Ho appena scoperto che "All by myself" è stata scritta sulla musica del concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninov. Meglio tardi che mai, si dice. La cosa però non fa che ricordarmi quanto poco mi piaccia quella stessa musica.
Meglio allora aspettare che si completi il Brahms, e vedere se è stato lui a comporre quella meraviglia che ho risentito oggi in "Interludio" (quello del 1968).
Accidenti a me che ho sempre trascurato la classica. Adesso so appaiare giusto un paio di titoli e riconoscere un paio di autori; e per il resto devo tirare ad indovinare.
E poi non so perché, proprio in queste giornate di pioggia e di solitudine, vado ad impegolarmi da sola guardando film sentimentali. Vuoi perché Luce e Rachel si mettono insieme (ed io non c'ho nisciuno con cui uscire e nemmeno a cui chiedere di uscire), vuoi perché Werner qualunque ruolo interpreti mi spara diretta nel mondo dei sogni; oggi sono persa nelle mie fantasie e immagino che riuscirò a buttar giù sì e no tre righe di lavoro.


contagious by spider kiss

p.s.: alla faccia di Brahms, la musica che cercavo è invece l'adagio in G minore di Albinoni. Amen.
cecilia2day
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