Un paio di giorni fa, non so bene il perché, m'è venuta l'idea e la voglia di
raccogliere ed elencare tutte le ninne nanne che conosco. Tradizionali oppure originali, ma solo e rigorosamente con due requisiti:
- che mi piacciano (ne ho trovate alcune che potrebbero essere elencate, ma a me non dicono niente o mi stufano. E dal momento che questo è un gioco mio e non un lavoro, le ho depennate);
- che siano state
tradotte in musica da qualcuno, o che siano nate già come canzoni. Insomma, di ninne nanne e filastrocche ne esistono nell'ordine di migliaia: a me interessa ed incuriosisce però andare a trovare quelle esistenti in forma di canzone vera e propria (popolari o scritte da autori e cantanti noti, strumentali o cantate, in qualunque arrangiamento).
Ci sono, nell'elenco che vado ad iniziare, anche dei motivi musicali che non so se definire con certezza ninne nanne ed altri - che ancora non so se inserirò - dallo scopo e dai contenuti palesemente differenti i quali però, per la dolcezza e la ripetitività, potrebbero ben prestarsi a diventarlo.
Come sempre, chiunque abbia suggerimenti o voglia aggiungere un titolo in coda può farlo!

Procedo in rigoroso ordine sparso.
I. "Lullabye" - Goran Bregovic
Dolcissima, al limite della nostalgia. L'aria non può essere che fresca e frizzante, e non si può essere che bambini, cullati all'aperto; ascoltandola. Casa è sicuramente lontana, e altrettanto sicuramente Mamma è vicina.
II. "Headdy down" - The Klezmatics
Il testo e la canzone appartengono a Woody Guthrie, come avevo indicato
in questa dedica. Non ho ancora sentito la versione originale, ma quella dei Klezmatics (per i quali Guthrie ha scritto i testi dell'intero album "The Wonder Wheel"), con le voci argentee di Lorin Sklamberg e Susan McKweon è splendida.
Tipicamente alternate tra la cullata classica ed il nonsense le liriche: una ninna nanna nel più vero senso del termine.
III. "Didn't leave nobody but the baby" - Emmylou Harris, Alison Krauss e Gillian Welch
Tradizionale, dichiaratamente blues; la conosco per far parte della (magnifica) colonna sonora del film "Fratello, dove sei?". Un coro a tre voci accompagnato dalle mani, sotto al quale un qualsiasi strumento suonerebbe come pleonastico e ridondante.
You and me and the devil makes three
don't need no other lovin' babe.
IV. "Serenity's carillon"
Esatto, quel carillon, dall'anime Sailor Moon.
Lo so, "carillon" non è sinonimo di "ninna nanna". Ma questa melodia mi sembra così perfetta in tal senso che poco mi importa se non ho trovato alcun riscontro cercando informazioni sulla storia di Bunny. Fate voi, dunque: consideratela o meno, io intanto la metto.
V. "Ninna nanna" - Modena City Ramblers
Penso che questa parecchi di voi la conosceranno, ed in caso contrario è facilmente reperibile. Una via di mezzo tra un accompagnamento al sonno dell'amata ed un augurio di buona vita, soffiato da lontano.
VI. "Ninna nanna della guerra" - Grazia di Michele
Non ne conosco altre versioni, ma questa già mi piace molto. Pronuncia perfetta. Il testo è pari pari quello di un componimento del Trilussa (fra i miei amati), l'ultimo che trovate in
questa pagina.
VII. "River lullaby" - Amy Grant
Inserita nella colonna sonora del film d'animazione "Il principe d'Egitto" e, suppongo da quanto sento, appositamente scritta.
La Grant ha una voce piacevole, forse qui un po' sostenuta per una ninna nanna.
Ovviamente semplici, ma molto belle le
parole.
E buonanotte a Mosè.
VIII. "Enter Sandman" - Metallica
Eh beh. Si dica pure che non è una ninna nanna: certo pare più adatta ad un rito di iniziazione che a tranquillizzare giovani pargoli insonni. E poi è dedicata all'Uomo Nero. Ma è di questo che si tratta: morire, dormire, sognare forse. L'ambiguità del sonno ed il sentimento di polveri sottili che ti strisciano dentro.
Now I lay down to sleep
pray the Lord my soul to keep
if I die before I wake
pray the Lord my soul to take.
IX. "Mein Herz brennt" - Rammstein
Alla stessa stregua della canzone dei Metallica, stavolta con maggiore enfasi sull'atmosfera onirica e stregata dell'atto di addormentarsi.
Inquietante. Chi più di un Tedesco può essere maestro nel raccontare storie sull'omino del sonno, alias l'omino della sabbia? Niemand, nein. Licht aus!
X. "Per te" - Lorenzo Cherubini
Più facile di così si muore. A forza di sentirsi ripetere "
è per te... è per te... è per te" sfido qualcunque bambino a non cascare intorpidito.
XI. "Summertime" - Ella Fitzgerald
Con un'altra voce non vale. O forse sì, ma non per me. Lei è l'unica...
... un grande classico da qualunque lato lo si osservi ed ascolti. Ed in più, una ninna nanna con tutte le carte in regola.
XII. "Lullaby from Itsuki village"
Cercatela così, con questo esatto titolo, se vi va di scoprire una melodia tradizionale Giapponese incantevole. Dotata di una leggerezza che noi ci possiamo... sognare. Protagonisti: flauto e sitar.
XIII. "Lonesome lullaby" - Cecilia Chailly
Pare sia una delle nostre migliori arpiste, se non addirittura La migliore. Non saprei: comunque merita.
XIV. "Ninna nanna" - Gianna Nannini
Leggendo il testo, così "a secco", francamente non l'avevo trovato convincente. Un po' da "le solite cose". Invece ascoltandola mi torna di più. Nessuna indulgenza per un'artista per la quale ho un debole, solo che mi scopro a dondolare alla tastiera. Significa che come ninna nanna funziona, tutto sommato.
E poi riprende uno stralcio della ninna nanna tra le più conosciute:
ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo dò?
XV. "Ninna nanna" - Agricantus
Inizia con un colpo di gong e prosegue "ticchettando", sino all'intervento dell'ipnotico vocalizzo dialettale. Imperdibile per gli amanti della Trinacria.
Anche qui, ci si chiede come liberarsi de 'stu poru figghiu.
XVI. "Caalì" - Charlie Cinelli
Il dialetto stavolta è bresciano. E modestamente la cansù l'è 'nà bèlò stòrgio.
Da sentire con la traduzione sottomano, per i "forestieri": prima o poi converrà che la scriva.
XVII. "Bay Nakht" - The Klezmatics con Chava Alberstein
Nuovamente la ricerca di informazioni più dettagliate ed accurate è stata un quasi buco nell'acqua.
Mi sento però di avere pochi dubbi nel ritenerla una ninna nanna, secondo il ritmo, l'impostazione vocale e qualche frase captata qua e là.
E' la trasposizione di un poema in Yiddish, al pari delle altre canzoni contenute in "The well"; di Almi (Elyohu Khaym).
Ach, Chava, zing sie mir nokh.
XVIII. "Rachel's lullaby" - Romano Mussolini
Già citata in precedenza, questo brano strumentale è tra i migliori del compositore a mio parere: la versione jazzata e registrata del motivo che donna Rachele canticchiava per farlo addormentare. Una perla storica oltre che musicale, dunque.
Pare che sia il sole tiepido e gentile di Maggio ad accarezzare sulla testa l'ascoltatore; qui. Il ritmo cardiaco non sarà esattamente regolare, ma per un pisolino pomeridiano la prescriverei.
XIX. "Ninna nanna del contrabbandiere" - Davide Van De Sfroos
Ancora dialetto, stavolta "laghée": ovvero della zona del lago di Como; da quanto ho potuto capire. Fra parentesi, un dialetto bel fès, marcato ma al contempo dolce.
L'intera discografia di quest'uomo merita più di un ascolto.
XX. "Maya... bonne nuit" - Oztara
Gli
Oztara sono un gruppo che strizza l'occhio ai ritmi zingari, probabilmente più Manouche che altri; che mixa una serie di lingue nei testi e che si è attribuito il nome di un Sabbat neopagano (quello dell'equinozio di Primavera).
La canzone è - prevedibilmente - ritmatissima e segue lo schema secondo il quale ad ogni nuova ripetizione del ritornello la rapidità della battuta aumenta costante. C'è poco da dormire, allora, è più probabile che i bambini stessi si mettano a tamburellare le dita sul bordo della culla.
Però, bonne nuit lo stesso.