venerdì, 15 febbraio 2008, ore 15:41

Mi dicono (e sottolineo subito che non sono in grado di verificare di persona, su due piedi, anche se ho una sincera e fondata fiducia nella mia "fonte", A. M.) che il CICAP stia scadendo, da qualche tempo, in una sorta di cecità a causa della quale lo scopo originario e primario del comitato, di messa in discussione e verifica scientifica dei singoli fenomeni paranormali; viene scambiato alle volte per una crociata personalistica a favore di uno scientismo acritico e assolutistico.
Io il CICAP lo conosco poco. Personalmente so il significato della sigla:
Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale;
lo scopo che si prefigge in linea di massima:
promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale;
e ne conosco e riporto un principio (che è anche uno di quelli che in ogni senso preferisco):
un'associazione senza fini di lucro, apolitica, apartitica e aconfessionale
(peccato che nelle faq  "aconfessionale" abbia perso l'alfa privativa per strada, ma è chiaro che si tratta di un errore di digitazione. No, sono anch'io una scettica e credo sia un chiaro caso di coincidenza significativa, non certo un segno del destino, e lo dico senza un filo di ironia).

Se alcune persone (poche? molte? i riscontri non mancano) interessate a queste tematiche, si sono fatte e stanno facendo l'impressione che il CICAP, attualmente, non tenga esattamente fede all'imparzialità ed obbiettività che dovrebbero caratterizzarlo nel profondo; ciò accade a mio parere anche a causa di un errato approccio verso non ne fa (ancora o per niente) parte.

Per farvi capire cosa intendo, vi racconto un aneddoto.
Pochi mesi fa, a cena da un'amica, sedevo a tavola con lei, suo marito X. Y. (socio effettivo del CICAP) ed il loro comune amico Z. Z. (un prestigiatore ed illusionista).
Come spesso accade, non ricordo con precisione in che modo si sia entrati in tema: fatto sta che ad un certo punto X. Y. stava raccontando una conversazione avuta con una sua conoscente a proposito di fantasmi e doppelganger; e delle sue recenti attività svolte nell'ambito del Comitato. Dal paranormale all'illusionismo, come dimostra la collaborazione stessa fra il Comitato e diversi esponenti dell'illusionismo Italiano; il passo è breve. E così, dai fenomeni paranormali (che per ovvie ragioni mi hanno sempre interessato ma sui quali di rado ho incontrato persone con cui discutere seriamente) si è passati a parlare del fatto che alcuni di essi fossero riproducibili e fossero stati riprodotti in maniera "naturale", rispondente alle leggi scientifiche conosciute; ancorchè presentati in un'atmosfera misteriosa e di suspance, come si conviene ad uno spettacolo di illusionismo. Fino alla fine, tutto ciò che era stato detto mi interessava parecchio e in parte lo condividevo.
Ciò che mi ha deluso ed indisposto a proseguire la discussione è stata, invece, la sensazione costante che i miei interlocutori fossero restii ad approfondire davvero le tematiche toccate con me, e ad abbandonare (pur se ipoteticamente) le proprie posizioni in merito.

Eppure esplorare l'intero spettro delle convinzioni e teorie su un dato argomento, esulando da quelle personalmente ritenute corrette, non vuol dire certo rinunciare a riflettere e avere una propria idea: al contrario, permette di valutare coscientemente e obbiettivamente la materia e dare un più valido e preciso senso ad ogni teoria. Permette insomma di avere un quadro il più possibile completo e di sostenere in modo migliore le proprie tesi.
E' questo, dopotutto, il fondamento del buon scetticismo: la capacità e la volontà di dubitare, di mettere in discussione la realtà e le idee che su di essa ci facciamo; senza mai escludere dal processo le nostre e senza mai perdere l'abitudine di interrogarsi.
Dubitare non significa non avere alcuna certezza, quanto piuttosto rifiutare per ogni dato ritenuto certo le caratteristiche di "eterno", "immutabile" e infine "assoluto".
Nella risposta ad una lettera pubblicata sul sito ufficiale del CICAP, datata 2000, viene confutata l'ipotesi che tale associazione sia composta da atei "militanti", e che a monte di ogni sua sperimentazione ed affermazione vi sia appunto un rifiuto del paranormale in quanto tale, della possibilità che esista. Un rifiuto insomma, come creduto da A.M. e non soltanto, che mette barriere al Possibile e che si concentra sulla dimostrazione di un'unica teoria: il paranormale non esiste.
Non si applicherebbe dunque al CICAP secondo l'autore della lettera e secondo chi, in vario modo, lo contesta; un principio "puro" in quanto neutrale di ricerca, di indagine.
Ecco la lettera: Il Cicap è chiuso di mente?.
Segnalo anche la pagina delle Domande Frequenti, nella quale si riprendono tutti i punti principali da me toccati: faq.
Nelle successive due pagine vengono invece esposte in maniera esauriente e ponderata le principali obiezioni al CICAP: I Grigi;
quale che sia l'opinione che ne avete contengono alcune buone riflessioni, e se volete farvene una ma non sapete da dove cominciare, possono farvi da guida. Non importa poi se l'estremismo e la rigidità intellettuale analizzati dall'autore appartengono davvero al Comitato o meno: questo lo potrà e dovrà giudicare ognuno di voi. Conta però che il discorso di fondo sia a mio avviso, pur se rimaneggiato, sostanzialmente ben trattato e alla mano; oltre che emblematico in alcuni punti della morale critico-scientifica.

Non so purtroppo dire, è bene che lo ribadisca, quanto queste accuse rispondano alla realtà della situazione.
Mi auguro in tutta sincerità che nel concreto l'associazione, pur costituendosi di persone (sempre diverse e sempre imperfette) si discosti da un quadro simile: nei miei ricordi d'infanzia e nel mio immaginario la lettura di un libro di Piero Angela, "Viaggio nel Mondo del Paranormale", evoca tutt'ora concetti di positività e curiosità intellettuale non inficiata da parteggiamenti vari.
Chissà: di tempo ne è passato parecchio! Mea culpa.

Tornando poi per un attimo al racconto di quella cena, vi sono due dettagli di una certa importanza che ancora mi preme di riportare.

I.
L'illusionista di cui parlavo ha dichiarato: "L'illusionismo non è magia".
Splendida ed efficace affermazione.
Premettendo che ci si riferisce con il termine magia ad un vastissimo e variegato mondo di concezioni sull'universo e sull'uomo e di pratiche che, a vario titolo ed in vario modo; concepiscono un superamento e/o un'integrazione del mondo quale lo conosciamo attraverso la scienza (non la ragione!) con un mondo di natura immateriale... sì, trovo più che corretto dire che l'illusionismo non corrisponde alla magia.
Utilizziamo quest'ultimo termine comunemente, affascinati dall'effetto che un buon gioco di prestigio o di illusionismo crea, e senza a mio parere generare un errore linguistico. Infatti, ciò che descriviamo in tali casi non è la magia dell'immateriale e del paranormale, è piuttosto la magia della sorpresa: del sapere che esiste una spiegazione all'evento "magico" ma senza poterne liberamente disporre. E il lasciarsi tentare da quel nostro costrutto ancestrale definito in Psicologia "pensiero magico".
Tuttavia, esplicitare che l'illusionismo non è magia non sancisce l'impossibilità che la magia (comunque si voglia intendere e declinare questo concetto) esista. E' questo un altro punto fondamentale della ragione critica, punto per altro che il CICAP stesso, nell'ultima delle Domande Frequenti, riprende e sottolinea.
Ho un'idea personale della magia piuttosto distante da quella più comunemente diffusa, e certamente agli antipodi dei classici fenomeni studiati dalle indagini sul para-normale (anche se questa parola, in se e per sè, ha invece un alto valore e ben si presta a concorrere nella definizione di ogni tipo di magia).
L'intento del post non è certo quello di parlare di questo nel dettaglio, va detto però chiaramente che io credo in una precisa forma di magia; e che colloco quest'argomento fra quelli di maggior interesse e bellezza.
Mi piace perciò modificare l'affermazione di Z. Z. in questo modo:
"L'illusionismo non è Magia";
riempiendo finalmente la parola Magia di un personale significato ben determinato e di una dignità troppo spesso, anche a causa delle "truffe paranormali", denigrata.

II.
Dopo essermi dichiarata in accordo con il suddetto illusionista e aver richiesto che si precisasse a cosa i miei interlocutori si riferissero, esattamente, con "magia" (poichè, spero sia chiaro a tutti, questa copre un campo vastissimo, molto differenziato e non esiste una concezione universale della stessa); non ho ricevuto risposta.
Perplessa ma non ancora sicura che lo schivare l'approfondimento fosse intenzionale, ho allora messo in atto un piccolo e malizioso espediente: ho chiesto a Z. Z. di mostrarci alcuni dei suoi numeri, dopo cena, chiamandoli però... "giochetti".
Speravo che scattasse da parte sua una logica necessità di correggere la mia espressione, e di conseguenza un confronto sui perchè e sul significato dell'illusionismo. Il mio fine era di comprendere (ed in certa misura condividere, ho pur sempre un cuore Ravnos!) i contenuti di una passione; piuttosto che di entrare nel cuore dei "trucchi" e scoprirne, prosaicamente e profanamente, il funzionamento materiale.
Invece, nulla.
Ho ottenuto soltanto un irrigidimento dietro alla cortina del mistero: elemento legittimo e fondante dell'illusionismo, ma che in quel caso non aveva motivo di mostrarsi. La sensazione, quasi da effetto di mentalismo, era la stessa di quando apriamo la porta di una stanza e ci accorgiamo che, nel momento esatto in cui entriamo, tutti i presenti zittiscono improvvisamente.
Non so se si sia trattato di un caso, o se in effetti l'atteggiamento sia stato volutamente criptico. Penso sia vera la seconda ipotesi.
In ogni caso, non mi piace per niente che la conoscenza di una qualsiasi teoria, disciplina, pratica venga semi-celata di proposito. Ritengo che alcune conoscenze e discipline (quelle esoteriche quanto quelle essoteriche) vadano in un certo senso salvaguardate, e che debba essere estremamente chiaro il fatto che non sono semplici da approcciare e da scegliere. Ma non accetto e trovo paradossale ed inutile nascondere cose già di per sè sufficientemente complesse con comportamenti vaghi, confusivi e irrispettosi di chi si affaccia invece ad esse con rispetto ed umiltà, pretendendo solo onestà intellettuale.
A questo proposito, non posso che pensare alle logge massoniche.

Il mio consiglio allora suonerà banale, ma ribadirlo non è mai un male: considerate, e quando è possibile provate, ogni possibilità ed ogni variabile.
E' legittimo rifiutare di aver fede in una certa idea o fenomeno, per aver scelto dopo averci riflettuto (e dopo aver fatto, eventualmente, esperimenti in merito).
E' scorretto rifiutare il concetto per se stesso di fede in una certa idea o fenomeno; arrivando magari a fare estremismo scientifico e/o negazionismo materialista. Sarebbe un atteggiamento sciocco, ma ancor di più indice di una paura fottuta verso ciò che si contrasta.

Per chi ancora avesse un sano dubbio in merito:
non ho scritto questo intervento per contestare e men che meno screditare il CICAP, che nei limiti di quanto conosco attualmente apprezzo.
Non l'ho scritto neppure per rinfacciare alcunchè a X. Y. e Z. Z., che stimo "professionalmente" e ringrazio per lo spunto involontariamente fornito.
Trovo grave, come detto, annebbiare la vista di chi vuole fare quattro chiacchiere su illusionismo e affini senza pretese. Ma trovo altrettanto deleterio portare sul piccolo schermo, nella serie attualmente in onda su Italia Uno di C. S. I.  - N. Y., il personaggio di un illusionista più psicopatico che misterioso e farvi rozzamente coincidere la bizzarrìa e l'estro con la devianza mentale. Anche se Criss Angel ben si adatta alla parte... e dal momento che l'ha accettata posso solo dedurre che la cosa faccia il suo gioco, in un modo o nell'altro. Va altresì detto, per concludere, che Angel rimane pur sempre un bel vedere (e con un bel sedere, scommetto).

Andate in pace.
E prendete pure un biscotto dal vassoio, uscendo
(per Egonautico, anche del thè alla menta, senza zucchero).

hermann
cecilia2day
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categoria : psicologia, filosofia, scienza, magia, paranormale, illusionismo







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