Sfogliando con gli occhi l'home page di Splinder aperta nella prima scheda di FireFox (di questi tempi perennemente pronta all'uso e alla consultazione), anche oggi capito su un titolo, nella lista dei blog aggiornati, che attira la mia attenzione.
Si tratta di
Corpi di Confine, di
Fragriso.
Il blog ha un'impostazione fra quelle che più mi piacciono: semplice e ordinata. E lo sfondo nero non guasta.
L'
intervento postato riguarda la pubblicazione di una raccolta di poesie: già questo è un incentivo a proseguire.
Il testo offre sostanzialmente due poesie, delle quali mi ha colpito ed ho apprezzato soprattutto (probabilmente più dell'altra perchè più fruibile da chi non conosce il contesto) questa:
Quando la mia fede era impiccata alle fragili corde della giustizia
e in tutta la città
facevano a pezzi il cuore dei miei occhi
quando soffocarono con il fazzoletto nero della legge
gli occhi infantili del mio amare
e dalle tempie pulsanti della mia speranza
sgorgavano fiotti di sangue,
quando la mia vita ormai non era più nulla,
nulla, se non il tic-tac di un orologio,
capii che dovevo amare, amare, amare follemente.
Riporta anche un unico cenno (attribuibile al traduttore della suddetta raccolta) sulla vita dell'autrice:
Forugh Farrokhzad (Teheran, 1935 - 1967)
è la poetessa del Novecento piu' amata dagli Iraniani di oggi.
I suoi versi possono essere un viatico cifrato
per mettere da parte i pregiudizi negativi
con i quali da quasi trent'anni accogliamo l'Iran
senza sapere nulla della bellezza vera e complessa
che emerge da questo altopiano.
Esplorando un po' ho poi trovato, fra i primi risultati di Google, questi due siti, utili ad un primo approccio:
un tributo piuttosto completo in Inglese
una panoramica interessante in Italiano
Ancora Iran, ancora una nuova scoperta (almeno per me) che appare piuttosto stuzzicante.