Il Capitano Sira ha finalmente avuto l'occasione di rendermi pan per focaccia :) e mi ha coinvolto in un meme, il secondo per questo blog.
C'è chi l'ha intitolato
"tradimenti", ma dal momento che non vivo la nomination come un tradimento preferisco pensare questo gioco come al famoso "
obbligo o verità"... nel quale io scelgo sempre verità.
Stavolta il meme consiste nell'elencare sei
cose che mi piace fare, numero che io prontamente cambierò in cinque oppure sette: amo i dispari ed il sette in particolare.
Eccole:
1.
scrivere: questa più che una cosa che mi piace fare, è una cosa che non posso fare a meno di fare. In particolare se si tratta di scrivere (fare) poesia. Diro di più: scrivere è ciò che sono.
Eviterò però, per una volta, di dilungarmi in merito. Riprenderò più volte questa questione, sia qui che sul blog specifico.
2.
giocare di ruolo: ho scoperto l'esistenza del gdr nell'ultimo anno di superiori, e mi è piaciuto subito così tanto che avevo studiato una tesi sull'argomento. L'idea oltre che appassionante per me era davvero ottima per chi avrebbe dovuto ascoltarla, ma è stata accolta con scetticismo e alla fine ho rinunciato. Non commenterò lo stato (penoso) della nostra scuola e dei nostri insegnanti.
Dopo un primo approccio all'universo dei gdr attraverso un amico di una mia compagna, master di d&d, approccio risoltosi in maniera disastrosa; ho rispolverato questo vecchio amore iniziando a giocare per davvero, a Vampiri. Ho iniziato da poco (due anni per un giocatore sono un'inezia), ho giocato a periodi e con fortune alterne e attualmente sono ferma da diversi mesi.
Ma il gdr è come la bicicletta: una volta imparato, non si disimpara. E di solito, a meno di non scoprire subito di non trovarci proprio nulla, non lo si smette più.
Tornerà il momento di giocare. Oh, se tornerà. Ho l'eternità davanti, per questo.
3.
ballare: sto riscoprendo ed accettando il mio corpo da poco. E lo sto facendo innanzitutto con la danza.
Non quella classica, naturalmente: le danze che prediligo sono quelle più antiche, meglio se legate all'aspetto spirituale, cultuale ed esoterico dei popoli a cui fanno capo: le danze orientali, quelle zingare, quelle africane.
Talvolta mi interesso alle danze popolari dell'area europea nella sua più vasta estensione, ma si tratta più di un interesse culturale che di un desiderio di provarle personalmente.

(
Rachel Bryce, una delle danzatrici che preferisco)
4.
usare le lingue straniere: ho scelto il termine "usare" non a caso, per togliere l'impressione che sia un'attività del tutto mentale, di studio, di astrazione.
Innanzitutto per chi le voglia studiare, ma soprattutto per chi le ami; le lingue straniere hanno senso e futuro se usate, parlate, scritte; e non soltanto conosciute e capite.
E' stato significativo un episodio avvenuto lo scorso autunno a Roma: ho sostenuto un colloquio in una filiale Adecco, e scorrendo il cv che avevo appena compilato l'impiegata (gentilissima, la saluto qui anche se non saprà mai che l'ho salutata) si è stupita perchè avevo volutamente invertito i dati sulle mie conoscenze linguistiche. Di norma, nei curriculum il parlato di una determinata lingua viene indicato come l'aspetto posseduto dal candidato ad un livello più alto, mentre lo scritto è solitamente l'aspetto conosciuto ed applicato in maniera meno approfondita. Per me rispetto alla lingua Tedesca valeva il contrario, e così ho indicato... è stata un'occasione di riflessione, ma soprattutto un'occasione per chiacchierare :)
Tornando al presente, sono molte le lingue che, oltre a Inglese e Tedesco, vorrei imparare; quasi tutte legate ai miei interessi. Mi piace sfruttarle tutte, per quel poco o tanto che so; e rappresentano in ogni caso una mia peculiarità ed una tra le mie più grandi abilità.

(
un Maghen David creato con una serie di lettere Alef)
5.
cucinare: anche questa è una novità piuttosto fresca. Come sempre, conta con che qualità e con che spirito lo si fa, più che quante ricette si conoscono.
Mi piace semplicemente essere libera di scegliere se, a che ora e cosa mangiare. Cucinarmelo da me, bene o male che riesca.
E poi mi appassiona sentire e mettere in atto il significato profondo del cucinare, del nutrire e del nutrirsi. Adoro fare del momento culinario, quando possibile, un momento sacro.
In particolare mi piacciono la cucina Indiana, Giapponese e poi Marocchina.
6.
camminare: nè correre nè passeggiare. Camminare, proprio. Magari senza meta, con o senza l'intenzione di vedere o fare qualcosa in particolare, delle commissioni per esempio. Ogni scusa è buona, in sostanza.
7.
leggere: eh beh. Non l'ho messo assieme a scrivere perchè de facto sono due cose completamente diverse, oltre ad avere un diverso valore per me. L'ordine però è quasi casuale, non ho citato la lettura per ultima in quanto ultima nei miei "diletti".
Come dicevo ad Alexis nel commento a due post più sotto, sono una lettrice pressochè onnivora: in autori, generi, tipologie e ideologie.
Sono la classica talpa da biblioteca (per coniugare l'idea del topo da biblioteca con quella dell'intellettuale occhialuto); l'unica cosa che è cambiata da quando leggevo i libri pop-up dell'asilo ad oggi sono gli occhiali: gradazione più alta contro lenti meno spesse (pagando) ed antiriflesso (pessima idea), su una montatura decisamente più chic.
Ed ora, le nomination(s): soltanto tre, perchè mi piace di più.
- Elisa, appena conosciuta, con il suo blog
rosacabarcas;
- Mirek, principe del
piccolo regno di nessuno;
- ed infine gp, che trovate su
Ventefioca.
Anche stavolta, ribadisco che le nomination non sono vincolanti: siete liberi di declinare se avete già fatto questo meme, se detestate i meme, se semplicemente non ve ne pò fregà dde meno :)
Hasta luego a todos.
p.s.: ora che ho assegnato le categorie, mi rendo conto di quante altre cose ci sarebbero da elencare e da raccontare... ma va bene così. Non è che un modo in più per ragionarci sopra, per scoprire, per aggiornare e riprendere... come tutto quanto il blog, no?!